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	<title>contrariaménte &#187; mutanda</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>La coscienza e la sua misura</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 08:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose di pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[evenienze]]></category>
		<category><![CDATA[mutanda]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/11/post-coscienza.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Sfatiamo il mito che tutti hanno una coscienza: il mio gatto, ad esempio, ne è chiaramente sprovvisto. Certo, questo potrebbe dipendere in larga parte dal fatto che io non possiedo un gatto, ma ciò non toglie che è quantomeno poco probabile trovare un gatto in preda a crisi di coscienza per avermi fatto starnutire mezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/11/post-coscienza.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>
Sfatiamo il mito che <strong>tutti hanno una coscienza</strong>: il mio gatto, ad esempio, ne è chiaramente sprovvisto. Certo, questo potrebbe dipendere in larga parte dal fatto che io non possiedo un gatto, ma ciò non toglie che è quantomeno poco probabile trovare un gatto in preda a crisi di coscienza per avermi fatto starnutire mezza giornata (perché si, sono anche allergico, ai gatti).
</p>
<p>
Ciò che mi inquieta, banalmente, non è certo la <strong>mancanza di coscienza</strong> nei felini, ne l&#8217;allergia alla quale ho mestamente fatto l&#8217;abitudine, quanto più il livello di <em>codesto stato interiore</em> connaturato negli umani che frequento abitualmente.
</p>
<p>
<strong>Vorrei</strong> dare per scontato il concetto secondo cui la coscienza è semplicemente <em>quello stato d&#8217;animo che ti fa sentire una merda dopo aver perpetrato una attività che</em> &#8211; almeno agli occhi dei più &#8211; <em>può essere ritenuta esecrabile</em>. Vorrei, ma non credo sia invece così scontato.
</p>
<p>
Certo, <strong>pulita</strong> come quella di un neonato/a, la coscienza non ce l&#8217;ha nessuno: abbiamo tutti quegli <strong>scheletri nell&#8217;armadio</strong>, grandi o piccoli, quelle azioni fatte chissà quando e chissà come, delle quali abbiamo avuto modo di pentirci. La <strong>discriminante</strong>, ovviamente, sta nella <em>sensibilità umana</em>: c&#8217;è chi considera poco coscienzioso <em>guardare un film porno</em> e c&#8217;è chi considera del tutto legittimo <em>ingannare una persona</em>. Fortunatamente non appartengo a nessuna delle due macrocategorie. Perciò mi sto scervellando nella ricerca di un parametro oggettivo per la valutazione del grado di coscienza di una persona. Alcuni mi dicono che non esiste.
</p>
<p>
In effetti, ancora <strong>non l&#8217;ho trovato</strong>, ma ho potuto escludere alcuni indicatori oggetto della mia investigazione:</p>
<ol>
<li>il livello di peluria distribuito nel corpo, non da indicazioni sulla coscienza di un uomo, figuriamoci di una donna;</li>
<li>il colore dei capelli non costituisce indicatore affidabile, anche se chi è calvo (e, incidentalmente, miope) ha quasi sempre qualcosa da nascondere;</li>
<li>l&#8217;uso della mutanda o del boxer è del tutto irrilevante, sebbene la completa rinuncia agli indumenti intimi da parte del maschio, in congiunzione con l&#8217;adozione frequente del jeans con zip come pantalone, nasconde una indubbia necessità di espiazione di qualche colpa;</li>
<li>l&#8217;alito (ed i suoi sentori) ci dice molte cose sulla abitudini alimentari del soggetto, ma &#8211; ahimè &#8211; nulla che riguardi la sua coscienza.</li>
</ol>
<p>
Perciò, per il momento, continuo a fidarmi del mio personale metro di giudizio (credo come fanno un po&#8217; tutti): secondo il quale, manco a dirlo, la mia coscienza è <strong>pulitissima</strong>.</p>
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