Leggi di compensazione
| 12 settembre 2008 | 11 commenti » | personalmente
Di bello c’è, in questo mondo, che per quanto uno non sia disposto a crederlo, ogni cosa che ci accade nasconde risvolti positivi e negativi: che magari si manifestano in tempi diversi, e in forme diverse, e su due piedi non riesci nemmeno a trovarci un nesso, eppure è sempre così.
Insomma, tanto per fare un esempio, quelli che per qualche motivo non sono riusciti a salire sull’aereo che si è schiantato pochi istanti dopo il decollo, a mio avviso saranno stati quantomeno contrariati per l’accaduto: eppure, sono altrettanto certo che qualche ora dopo erano li a ravanarsi sontuosamente le parti basse per la sventata prematura scomparsa. Anche chi non è fisiologicamente dotato di queste parti basse… infatti mi chiedo spesso come possa una donna grattarsi le palle, anche solo figurativamente… è uno scempio.
Ne avrei altri di esempi, ma mi pare poco utile tediarvi ancora, senza che peraltro dobbiate riconoscermi nulla in cambio di questi miei preziosi servigi: se aveste almeno la cura di fare un click ogni tanto, non dico sempre, ma ogni tanto, su quella dannata area della colonna di destra che riporta pubblicità di viaggi meravigliosi, oggettini per la vostra lei, proposte di incontri, last-minute e cadaveri squisiti, notereste senz’altro un netto miglioramento della qualità media di queste letture. Ma voi niente. Grazie lo stesso.
Mi vien solo da pensare che dovrebbe esistere una qualche legge scritta (o meno) che in funzione della durata del periodo di cacca che affronti, o dell’intensità negativa dell’accadimento che ti ha segnato, dovrebbe sancire una sorta di diretta proporzionalità con la cosa buona che ti sta per accadere. Che – per fare un esempio – io dovrei tranquillamente rischiare di vincere al SuperEnalotto, domani. Oppure fare una vacanza di tre mesi circondato di sole palme, cocchi, ed altri orpelli (anche di natura umana, percarità) pensando solo a: 1) immergermi regolarmente in acque limpide e accoglienti; 2) decidere il menu per colazione, pranzo e cena; 3) recarmi saltuariamente alla consumazione di bevande fresche in un bar situato nel mezzo di una immensa piscina; 4) dormire e riposare; 5) divertirmi. Non è poco, lo so, ma è sempre meno del SuperEnalotto.
Nel frattempo, si lavora. (e magari si comincia a preparare il piano ferie… così… per portarsi avanti con il programma…)



