Il calcio che non t’aspetti
| 4 luglio 2006 | Commenti disabilitati | sportivamente
Se escludiamo gli improbabili commenti di Sandro Mazzola, che a 45 secondi dal fischio d’inizio, immancabilmente da 6 partite a questa parte, riesce a fare valutazioni tecniche sui “…primi minuti di gioco dell’Italia…”, quella di stasera è stata una partita di quelle belle davvero. Di quelle che ti fanno riappacificare con un’idea di sport che stranamente pensavi di aver smarrito.
Il signore nella foto è Fabio Grosso: a lui dobbiamo una buona fetta di questo Mondiale; ci ha regalato il rigore che ci ha consentito di passare lo scoglio degli ottavi contro l’Australia e stasera ha insaccato in rete uno dei palloni più difficili di questo Mondiale, aiutato e servito in maniera impeccabile dall’altro signore (che per timore reverenziale non mi posso permettere nemmeno di riportare in foto, vista la grandezza dimostrata stasera per l’ennesima volta) Andrea Pirlo, uno che è riuscito – unico – ad essere per ben due volte “Man of the match” della FIFA. Le lunghe leve di Lehmann c’erano quasi arrivate, ma quel pallone a girare di interno sinistro era davvero difficile da fermare.
Un po’ di campanilismo c’è… quel signore (sempre lui, Fabio Grosso) ha fatto il grande salto della carriera (calcisticamente parlando) nella mia città, e la prima convocazione in Nazionale l’ha ricevuta quando – con Trapattoni alla guida dell’Italia – militava e vestiva la maglia del Perugia.
Io, che da tempo ho perso la grande passione per il calcio, oscurato da vicende poco chiare e troppi soldi circolanti che ne fanno – giocoforza – un postribolo di malcostume e vergogna, stasera sono felice di quest’Italia che a dispetto di chiacchiere, deferimenti, retrocessioni e penalizzazioni ha voluto dimostrare sul campo il proprio valore e i propri valori.
E m’ha fatto soffrire, divertire ed esultare. Grazie Fabio. Grazie Italia.
P.S.: E poi volete mettere… contro i crucchi!!!!



