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	<title>contrariaménte &#187; sentimento</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Arriva il giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 06:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Prologo

Dovevi capirlo che la vita non era così come l&#8217;avevi immaginata. No, hai fatto di peggio, hai proprio immaginato la vita, hai visto cose che non esistevano, hai creduto così fortemente a quel che avevi sapientemente decorato intorno alla realtà dei fatti che l&#8217;hai fatta diventare una nuova realtà. Ma nella tua immaginazione. Bella, eh, [...]]]></description>
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</div>
<h4>Prologo</h4>
<p>
Dovevi capirlo che la vita non era così come l&#8217;avevi <strong>immaginata</strong>. No, hai fatto di peggio, hai proprio <strong>immaginato la vita</strong>, hai visto cose che non esistevano, hai creduto così fortemente a quel che avevi sapientemente decorato intorno alla realtà dei fatti che l&#8217;hai fatta diventare una nuova realtà. Ma nella tua immaginazione. Bella, eh, non c&#8217;è che dire. Quasi perfetta.
</p>
<p>
Ci hai messo troppo <strong>impegno</strong>, troppa <strong>dedizione</strong>, troppi <strong>sacrifici</strong> anche, che il sacrificio fa parte del mestiere di vivere, questo lo sappiamo entrambi, ma vale la pena sacrificare una vita per la vita? No davvero, vale la pena sacrificare la <strong>tua</strong> vita per un&#8217;altra vita, che non sia quella di tuo figlio o del sangue del tuo sangue?
</p>
<p>
Perciò hai <strong>scelto</strong> la strada che reputavi migliore: non per te, certo, ma per il <strong>disegno</strong>. Hai costruito ed inseguito le tue aspettative &#8211; naturale &#8211; facendo diventare <strong>tuo</strong> quello che in realtà è sempre stato di altri, è sempre stato <strong>suo</strong>. Solo suo. Ed hai sbagliato: come l&#8217;uomo sbaglia, hai sbagliato anche tu. Ripetutamente.
</p>
<p>
Ed hai inevitabilmente finito per <strong>idealizzare tutto</strong>, e per farti andare bene anche l&#8217;intollerabile, purchè soddisfacesse il disegno, purchè ti garantisse equilibrio e stabilità, purchè assecondasse la tua effimera tranquillità: i suoi gesti, le sue parole, le sue azioni. Ecco, la <strong>sua</strong> vita.
</p>
<p>
Poi arriva il giorno in cui <strong>apri gli occhi</strong>.
</p>
<h4>Epilogo</h4>
<p>
E così arriva il giorno che la sua sgradevole <strong>supponenza</strong> nel dirti le cose ti scivola addosso, che pensi &#8220;<em>e dunque?</em>&#8221; di fronte all&#8217;ennesima <strong>provocazione</strong>, e che il suo odiosissimo &#8220;<em>fare superiore</em>&#8221; ti appare esattamente nella sua <strong>penosità</strong> di fondo. Ma non è immediato, lo ragioni solo dopo. Solo dopo aver visto la vita con occhi diversi, che in fondo sono solo <strong>i tuoi occhi</strong>, prima annebbiati dal sentimento, dalla quotidianità, dal conformismo e dalle innegabili necessità di sopravvivenza.
</p>
<p>
Ora invece <strong>è nuda</strong>, ogni suo gesto percettibile, ogni espressione evidente, ogni parola soppesabile, ogni azione ineludibile e &#8211; cosa meravigliosa &#8211; quell&#8217;essenza prima celata ora non è più nascosta ne trascurabile, ora vedi tutto così com&#8217;è. Forse non lo sai ma la tua vita inizia adesso, adesso che vedi le cose come stanno e non come te le sei sempre immaginate.
</p>
<p>
Arriva il giorno che prendi la tua vita in mano e la guardi. <strong>E&#8217; bella</strong>.</p>
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		<title>Non per sempre, ma per lungo tempo.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 11:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Ormai è un anno, o forse più, ma il tempo ha cancellato quasi tutte le tracce e sbiadito quel ricordo lontano.
Però ricordo bene che era tiepido, il tempo, mite, stavamo tornando dalle vacanze, da quel posto in cui eravamo andati a festeggiare il nostro primo anniversario, ma stavolta non eravamo più soltanto due: quella, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Ormai è un anno, o forse più, ma il tempo ha cancellato quasi tutte le tracce e sbiadito quel ricordo lontano.<br/><br />
Però ricordo bene che era tiepido, il tempo, mite, stavamo tornando dalle vacanze, da quel posto in cui eravamo andati a festeggiare il nostro primo anniversario, ma stavolta non eravamo più soltanto due: quella, e non ricordo nemmeno in che precisa occasione, è stata l&#8217;ultima volta che ti ho detto &#8220;ti amo&#8221;.<br/><br />
Eravamo in macchina, mi sembra, accarezzavo la tua gamba, forse allora ti volevo ancora bene, ma non so dirtelo con certezza, perché il tempo ha sbiadito tutto, ha lasciato enormi vuoti, e li ha colmati con la confusione. Quella confusione che non lascia scampo, che non mi lascia, che sta logorando quel che resta attorno al vuoto.<br/><br />
Il tempo e gli eventi ci hanno travolto, rovesciato, strappato dalle nostre convinzioni con tale forza che solo uno spirito solido ed un sentimento fermo avrebbe potuto arginare: essere l&#8217;ancora di salvataggio l&#8217;uno dell&#8217;altra forse voleva dire anche questo, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, o quanto meno cercare di esserci sempre. Sempre, troppo? Perduto è tutto il tempo che in amore non si spende. E ne abbiamo perduto davvero tanto.<br/><br />
Oggi è tutto così diverso, d&#8217;altronde, che certe volte mi chiedo se e perché dovrei o potrei dirtelo ancora: come potrebbe, quel sentimento, riproporsi così forte e genuino come è stato per lungo tempo? Preferisco conservare la franchezza ed evitare il discorso: è più comodo e semplice per me, forse più doloroso ma &#8211; almeno &#8211; realista per te.<br/><br />
Lo vedo, quello che fai per me, per noi, e so cosa ti aspetteresti, come del resto ogni persona innamorata si attenderebbe: ma non posso dartelo, e questo prima o poi dovrai capirlo.<br/><br />
Son successe tante cose, indubbiamente potrebbero essere state troppe, entrambi non siamo più nulla di quello che eravamo: se non ti cerco mai, se ti sfuggo, un motivo dovrà esserci. Se non ho più piacere a dividere con te quello che prima ci sarebbe risultato innaturale fare singolarmente, una spiegazione dovremo trovarla. Se i nostri momenti di intimità sono assenti, se non riesco &#8211; e in fondo non voglio &#8211; mai crearne le condizioni, penso ci sia rimasto poco da aggiungere.<br/><br />
Ci poteva attendere una vita senza grossi problemi, ora me ne rendo conto, ma in un modo o nell&#8217;altro dovremo pagare questo scotto: l&#8217;uno soffrendo la mancanza, l&#8217;altra rinunciando alla felicità. Non per sempre, ma per lungo tempo.<br/><br />
Ora attendiamo questo tempo, in cui entrambi dimenticheremo e smetteremo di soffrire: una sorta di purgatorio che nessuno ha voluto e che tutti potrebbero evitare: oggi morirà ancora qualcosa. Come ieri, come domani.
</p></blockquote>
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		<title>Sul sesso e le sue varianti</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/10/20/sul-sesso-e-le-sue-varianti/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 12:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Sull&#8217;indubbia necessità, per l&#8217;uomo, di praticare il sesso, non c&#8217;è evidentemente alcun dubbio. Non credete a quelli che dicono che si può vivere una vita senza provarne i piaceri: nella maggior parte dei casi sono degli ipocriti vestiti di nero con un colletto bianco, e nei restanti casi trattasi sicuramente di eunuchi. Dei primi, vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
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</div>
<p style="clear: both; margin: 10px 0 0 0;">
Sull&#8217;indubbia necessità, per l&#8217;uomo, di praticare il <strong>sesso</strong>, non c&#8217;è evidentemente alcun dubbio. Non credete a quelli che dicono che si può vivere una vita senza provarne i piaceri: nella maggior parte dei casi sono degli ipocriti vestiti di nero con un colletto bianco, e nei restanti casi trattasi sicuramente di eunuchi. Dei <em>primi</em>, vi <a href="http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35&#038;id_n=28786" target="_blank">invito</a> <a href="http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=9583" target="_blank">caldamente</a> a <a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8179girata.asp" target="_blank">diffidare</a>, almeno fino a quando non si sarà fatta chiara luce sull&#8217;alone di mistero che li avvolge: il che, probabilmente, indica che non potrete fidarvene mai (poi non dite che nessuno ve l&#8217;aveva detto). Dei <em>secondi</em>, ammesso che ancora esistano&#8230; ecco, ammesso che ancora esistano.
</p>
<p>
Poi, chiaramente, c&#8217;è il <strong>sesso</strong> fatto <em>bene</em>, c&#8217;è quello fatto <em>così e così</em>, c&#8217;è quello fatto <em>grossomodo</em>, c&#8217;è anche quello <em>fatto per finta</em>, c&#8217;è quello fatto <em>in totale autostima</em>, insomma ce n&#8217;è per tutti i gusti e &#8211; se vogliamo &#8211; tutte le stagioni. C&#8217;è il sesso <em>con amore</em>, c&#8217;è il sesso <em>senza amore</em>, c&#8217;è l&#8217;amore <em>senza sesso</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra uomo e donna</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra donna e uomo</em> (che potrebbe apparire una ripetizione, ma dovrebbe risultare chiaramente al lettore che in questa seconda ipotesi si concretizza una decisa inversione di ruoli), c&#8217;è il sesso <em>tra uomo e uomo</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra donna e donna</em> (e qui, mi si consenta, la differenza non è nemmeno così sottile), infine c&#8217;è il sesso <em>tra un uomo ed un numero imprecisato di donne</em>, ma comunque superiore a quattro, al quale è stato riconosciuto il nome di <em>orgia</em>. È una roba da capogiro, c&#8217;è una variante per ogni gusto e giorno della settimana&#8230; ma che dico, del mese&#8230; ma che dico, dell&#8217;anno.
</p>
<p>
La cosa che però, da uomo, è tendenzialmente difficile da comprendere è il <strong>meccanismo</strong> secondo il quale dovrebbe scattare, nella donna, il desiderio sessuale nei confronti dell&#8217;uomo. Parliamoci chiaro, l&#8217;uomo lo fa con un solo preciso intento, ovvero quello di sedare gli sconvolgimenti ormonali che lo pervadono: non starei qui a sindacare tanto sulla presenza o meno di un sentimento alla base delle azioni maschili in questo contesto, anche perché di uomini <em>sensibili</em> che si tirano indietro se la tipa che hanno conosciuto la sera stessa (e della quale, voglia il signore, non possono certamente essere perdutamente innamorati) decide di conceder loro le grazie di cui è provvista, beh, onestamente non s&#8217;è mai saputo. Nemmeno gli <em>omini-neri-con-il-colletto-bianco</em> e gli <em>eunuchi</em> di cui sopra, intendo, saprebbero resistere. Ammesso che ancora esistano.
</p>
<p>
Ma la donna, la donna è più <strong>complessa</strong>. Nella donna non è presente un concetto così radicato di <em>ormone</em>: laddove la sua presenza (dell&#8217;ormone, intendo) dovesse infastidirla, la donna possiede strumenti ben diversi per metterlo a tacere (sempre l&#8217;ormone, si). Non ha che da scegliere: pillole, shopping, scarpe, abiti, borsette, <em>Maria De Filippi</em>, un romanzo <em>Harmony</em>, del buon gossip, <em>Novella 2000</em> (ammesso che ancora esista), il parrucchiere. E ne ho citati solo alcuni. L&#8217;uomo, da par suo, potrebbe azzardare una <em>PlayStation</em>, e &#8211; forse dico forse &#8211; una partita di calcetto con i colleghi, tutte cose di gran lunga meno risolutive di uno scialle <em>Dolce&#038;Gabbana</em> da esibire con nonchalance.
</p>
<p>
Non è mia intenzione fare di ogni erba un fascio, infatti dirò che ci sono anche donne che rinunciano a <em>Dolce&#038;Gabbana</em>, trovando decisamente più opportuno <em>Yves Saint Laurent</em> (ammesso che ancora produca qualcosa, viste le recenti&#8230; ehm&#8230;). Non è vero, è ovvio che anche la donna dovrà in qualche modo soddisfare quelle che vengono normalmente definite <strong>pulsioni sessuali</strong>, ma che l&#8217;uomo ha la curiosa capacità di percepire come <strong>irrinunciabile desiderio di accoppiamento</strong>. E su questo aspetto, l&#8217;uomo ha fatto passi da gigante. E ora intendo l&#8217;uomo come &#8220;genere umano&#8221;, non tanto come esemplare maschio della popolazione mondiale.
</p>
<p>
Se non altro, oggi come oggi, l&#8217;emancipazione della donna l&#8217;ha portata a chiedere qualcosa di più al suo partner, almeno tra le lenzuola: tematiche come il <strong>preliminare</strong>, ad esempio, sono state fortemente sdoganate, e non è raro trovare una donna che esponga &#8211; con chiarezza e dovizia di particolari &#8211; le <em>attenzioni</em> di cui vuol essere coperta (si, vabbè, coperta) prima di poter accedere al livello 2 del vostro piacevolissimo <em>game</em>. Non solo: in alcuni casi, per passare al livello 2 c&#8217;è anche lo <em>stage bonus</em>, ricordate? Come su <em>Street Fighter</em> che bisognava distruggere la <em>Chevrolet</em> a colpi di mazzate. Ecco, anche in questo caso c&#8217;entra in qualche modo la mazza, e in talune occasioni anche la <em>Chevrolet</em>, ma è tutto molto più complicato.
</p>
<p>
Ad ogni modo, tutta questa manfrina per giungere ad una <strong>conclusione</strong> che non ha nulla a che fare con il preambolo, ma riguarda ugualmente il <em>sesso</em>, specificamente nella parte che pertiene al contesto in cui questo viene praticato. Già, perché se i più metodici preferiscono la sicurezza offerta da un materasso ed una rete a doghe di faggio, c&#8217;è anche chi gradisce &#8211; saltuariamente ma non troppo &#8211; sperimentare nuove emozioni in situazioni assolutamente improbabili. Meglio, in questi casi, andare preparati: nel senso, credi che non possa farti comodo questo utilissimo <a href="http://fallisoffrire.blogspot.com/2008/10/tutorial-come-fare-sesso-in-aereo.html" target="_blank">tutorial</a>? Io l&#8217;ho già <strong>stampato</strong>.
</p>
<p>
<em>To be continued&#8230;</em></p>
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		<title>Ciò che vedo</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 13:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Oggi è un giorno particolare. E&#8217; l&#8217;ultimo giorno del mese di Luglio. Di un anno difficile, che è iniziato sotto una cattiva stella e che sta continuando su un binario molto difficile. Ma è un giorno.


Che di giorni particolari, riflettevo, nella mia vita ne ho vissuti parecchi. Ho vissuto la morte di un genitore, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 10px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/07/inluce.jpg" alt="Post: Ciò che vedo" title="Post: Ciò che vedo" width="510" height="180" class="size-full wp-image-303" />
</div>
<p>
Oggi è un giorno <strong>particolare</strong>. E&#8217; l&#8217;ultimo giorno del mese di <strong>Luglio</strong>. Di un anno difficile, che è iniziato sotto una cattiva stella e che sta continuando su un binario molto difficile. Ma è un giorno.
</p>
<p>
Che di giorni <strong>particolari</strong>, riflettevo, nella mia vita ne ho vissuti parecchi. Ho vissuto la morte di un genitore, la laurea, un compleanno, un San Valentino, un matrimonio, un capodanno, un incidente automobilistico, la nascita di un figlio, un giorno di vacanza, un successo sul lavoro, un colpo in testa sul bagagliaio dell&#8217;auto di mio zio, uno specchio rotto, un soccorso ad un perfetto sconosciuto colto da un colpo di sonno in mezzo alla strada che ha distrutto la propria vettura, una ginocchiata sullo spigolo della scrivania, la prima volta che ho detto &#8220;Ti amo&#8221;, l&#8217;ultima volta che sono entrato nel mio Istituto Superiore, una domenica a scampagnare in una collina tra monaci e monasteri, l&#8217;ultimo saluto a mio nonno&#8230;
</p>
<p>
Cosa sono tutte queste cose? <strong>Nulla. E tutto.</strong> E quante ne ho dimenticate, nella citazione? E&#8217; possibile che di 12172 giorni di vita mi ricordi solo di questi pochi giorni particolari? No, infatti non è così: ora mi torna alla mente anche dell&#8217;altro. Ma sarebbe troppo lunga, questa lista: all&#8217;incirca 12000 e rotti eventi accaduti nella mia vita, uno per ogni giorno, alcuni belli e meravigliosi, alcuni brutti e terribili, altri del tutto normali ma &#8211; visti in ottica futura &#8211; assolutamente eccezionali.
</p>
<p>
Anche oggi, accade <strong>qualcosa</strong>. Ed è un qualcosa di impalpabile, oserei dire trascendentale, al punto da non poter essere descritto. O descritto più o meno come: <em>mi accorgo finalmente di ciò che vedo</em>. E non è una dissertazione filosofica, non ho ne titolo ne competenze per arrampicarmi in questo esercizio, è uno stato d&#8217;animo diffuso, è una consapevolezza che prende piede dentro di me. Cosa l&#8217;abbia scatenata non lo so, o forse si, ma so per certo che oggi ho cominciato a prendere realmente consapevolezza di ciò che vedo, di ciò che che vivo, e non di ciò che mi aspetto, o che mi piace e voglio vedere. E perciò vedo tutto, vedo il bene e il male, vedo l&#8217;indifferenza, vedo il giusto e lo sbagliato, vedo il piacevole ed il disgustoso, così come sono e come mi si presentano: quel filtro ideologico che prima mi impediva di considerare molto di quel che vedevo, o peggio ancora lo distorceva a mio piacimento, si va lentamente sgretolando.
</p>
<p>
Che questa scoperta faccia di me una <strong>persona migliore</strong>, è tutto da stabilire. E tutto sommato non vedo assolutamente la ragione di ridurre il tutto ad una considerazione di questo genere: il valore di una persona non è certamente rappresentabile su una scala di misurazione numerica, non si è buoni 64, cattivi 28 e così così 8: si è <strong>persone</strong>, con i pregi e i difetti, i vizi e le virtù, i valori e gli ideali, i pensieri e le opinioni. Ne assolutamente giuste ne assolutamente sbagliate.
</p>
<p>
In fondo, oggi per la prima volta, le parole &#8220;<em>è vero tutto e il contrario di tutto</em>&#8221; danno una ragione all&#8217;esistenza di questo spazio, perchè colui che vi scrive <strong>accetta</strong> finalmente questa proposizione così lucidamente impossibile eppure irragionevolmente vera. Anche nel suo contrario.
</p>
<p>
O almeno, questo è <strong>ciò che vedo</strong>.</p>
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