Post con tag ‘sesso’

Auguri, Ilona

| 26 novembre 2008 | 14 commenti » | contestualmente, televisivamente

Post: Cicciolina

Oggi è il compleanno di Ilona Staller, icona del panorama pornografico di fine secolo (il diciannovesimo, ovviamente). Ai più nota con il nome d’arte Cicciolina, è una delle poche pornostar che può vantare la sua presenza nel dizionario T9 dei Nokia.

In realtà può vantare dell’altro, tipo un quinquennio pieno da parlamentare, tra il 1987 ed il 1992, in un governo Goria/De Mita/Andreotti, buongustai. Più una carriera da attrice pornografica di tutto rispetto: hanno lavorato con lei, infatti, i più grandi nomi del panorama a luci rosse dell’epoca, da Rocco Siffredi (uno che, ad esempio, il T9 non se lo striscia nemmeno…) a John Holmes, da Moana Pozzi a Jessica Rizzo, oltre ad una vasta selezione di equini, suini, verdure e frutti a bacca tricarpellare. Importante la presenza al fianco della banana in “Cicciolina e Moana ai Mondiali“, capolavoro indiscusso della pornodiva.

Ad occhio e croce oggi compirà il mezzo secolo, se non qualcosa di più, e come altre che – giunte sull’orlo del declino artistico – hanno rassegnato anticipatamente le dimissioni dal set hardcore, anche lei non si è sottratta alla pietosa riaffermazione che il mondo dell’hard non le appartiene più, fortunatamente trattenenendosi dal dipingerlo come una mostruosità: per tutto il tempo che le ha dato il pAne (le vocali sono importanti).

Indubbiamente era brava, e certo non possiamo fare un paragone con le star del momento; d’altronde con il tempo si evolve tutto e anche il modo di fare sesso su una pellicola si adegua ai tempi che cambiano: escono gli equini (fuorimoda), insomma, ed entrano – chesso’ – le panche attrezzate. Attendiamo solo, con viva apprensione, la salita al Colle di Luce Caponegro.

P.S.: E’ inquietante, comunque, Wikipedia li conosce TUTTI… :-D

Quelle ricerche un po’ così…

| 23 ottobre 2008 | 11 commenti » | tecnicamente

Alcune precisazioni per quelli che arrivano da queste parti con interrogativi davvero curiosi e bizzarri, ma che talvolta aprono la strada a frontiere del tutto inesplorate (almeno per il sottoscritto).

sgnaffo significato

Finalmente ce l’hai fatta. Erano mesi che era su, quel post. E son sicuro che cercassi anche una spiegazione logica alla tua questione. Chiaramente sono in prima pagina, dirò di più, ad ora mi risulta che esca come primo risultato. Se esistono solo sei risultati in tutto il web, però, dobbiamo interrogarci su una questione: o sono io un deficiente che piazza sul blog termini inesistenti, o sei un cretino tu che speri di dargli una ragione venendo qui. In ogni caso, siamo certi che da oggi, al mondo, c’è almeno un’idiota che si interroga sul significato della parola sgnaffo. Bello.

DONNA CHE STIRA

E’ palese che questo assurdo comportamento femminile stia diventando piuttosto raro, se si è costretti a cercarlo su Google. Mi interrogo solo su cosa, il nostro eroe, credesse di trovare: forse un elenco, ordinato per regione, di femmine disposte ad imbracciare il ferro da stiro? Feticista dell’acciaio e del vapore.

è vero che l’uomo ha 15 secondi di assenza durante la giornata?

Ti dirò, amico, a mio avviso questo lasso di tempo è ben più prolungato. Le motivazioni che spingano Google ad indicizzarmi come fonte più autorevole (se non prima) per dirimere la questione, mi risultano ancora oscure. Anche se ho notato che, recentemente, riesco anche a raggiungere i 40/45 minuti di assenza: cioè, la gente si rivolge a me ma io non la caco minimamente. Se per assenza intendiamo questo, in ogni caso, conosco persone assenti anche 24 ore al giorno.

uomo acquario insopportabile

Sono d’accordo. Avere in casa un attrezzo da ripulire ogni santo giorno, che si riempe di quella fastidiosissima muffetta verdognola se non viene riciclata l’acqua al suo interno con una certa regolarità, poi, deve essere proprio una scocciatura per la donna che ha la sfortuna di trovarselo accanto ogni giorno. Credo, comunque, che trai i suoi pregi si possa senz’altro annoverare l’essere rilassante. A margine, scherzi a parte, condivido la tua impressione, utente, ed aggiungo che per la mia esperienza alcuni son proprio teste di minchia.

opinioni sulle donne che non erano definiti uguali all’uomo

Davvero mi sfugge. Chi troverà una spiegazione plausibile riceverà in premio la sestina vincente del prossimo concorso del Superenalotto. E questa mi sembra una opinione di una certa importanza.

E chiudo con la perla del giorno:

sesso tra equini e donne

Fammi capire: ti piace farlo (in quanto donna)? Ti piace farlo (in quanto equino)? Ti piace vederlo (in quanto uomo)? Abbiamo tre possibilità, ma una sola conclusione: non sei normale. Fossi donna, ti spiego, anche su Yahoo!Answers si son posti la questione, e probabilmente dopo un atroce dolore iniziale, qualche beneficio cominci ad averlo (se escludi i problemi di incontinenza, ovviamente); fossi equino, ti ci vedo bene a cercare su Google ’sta roba, si si…; fossi uomo, dovendo escludere che sia tu a voler fare sesso con il pony di cui sopra, ti chiedo, in onestà: ma non sarebbe tanto tanto più gustoso se a praticare quel sesso, con quella donna, fossi tu?

E buone ricerche a tutti.

Sul sesso e le sue varianti

| 20 ottobre 2008 | 19 commenti » | psicologicamente

Post: Sesso

Sull’indubbia necessità, per l’uomo, di praticare il sesso, non c’è evidentemente alcun dubbio. Non credete a quelli che dicono che si può vivere una vita senza provarne i piaceri: nella maggior parte dei casi sono degli ipocriti vestiti di nero con un colletto bianco, e nei restanti casi trattasi sicuramente di eunuchi. Dei primi, vi invito caldamente a diffidare, almeno fino a quando non si sarà fatta chiara luce sull’alone di mistero che li avvolge: il che, probabilmente, indica che non potrete fidarvene mai (poi non dite che nessuno ve l’aveva detto). Dei secondi, ammesso che ancora esistano… ecco, ammesso che ancora esistano.

Poi, chiaramente, c’è il sesso fatto bene, c’è quello fatto così e così, c’è quello fatto grossomodo, c’è anche quello fatto per finta, c’è quello fatto in totale autostima, insomma ce n’è per tutti i gusti e – se vogliamo – tutte le stagioni. C’è il sesso con amore, c’è il sesso senza amore, c’è l’amore senza sesso, c’è il sesso tra uomo e donna, c’è il sesso tra donna e uomo (che potrebbe apparire una ripetizione, ma dovrebbe risultare chiaramente al lettore che in questa seconda ipotesi si concretizza una decisa inversione di ruoli), c’è il sesso tra uomo e uomo, c’è il sesso tra donna e donna (e qui, mi si consenta, la differenza non è nemmeno così sottile), infine c’è il sesso tra un uomo ed un numero imprecisato di donne, ma comunque superiore a quattro, al quale è stato riconosciuto il nome di orgia. È una roba da capogiro, c’è una variante per ogni gusto e giorno della settimana… ma che dico, del mese… ma che dico, dell’anno.

La cosa che però, da uomo, è tendenzialmente difficile da comprendere è il meccanismo secondo il quale dovrebbe scattare, nella donna, il desiderio sessuale nei confronti dell’uomo. Parliamoci chiaro, l’uomo lo fa con un solo preciso intento, ovvero quello di sedare gli sconvolgimenti ormonali che lo pervadono: non starei qui a sindacare tanto sulla presenza o meno di un sentimento alla base delle azioni maschili in questo contesto, anche perché di uomini sensibili che si tirano indietro se la tipa che hanno conosciuto la sera stessa (e della quale, voglia il signore, non possono certamente essere perdutamente innamorati) decide di conceder loro le grazie di cui è provvista, beh, onestamente non s’è mai saputo. Nemmeno gli omini-neri-con-il-colletto-bianco e gli eunuchi di cui sopra, intendo, saprebbero resistere. Ammesso che ancora esistano.

Ma la donna, la donna è più complessa. Nella donna non è presente un concetto così radicato di ormone: laddove la sua presenza (dell’ormone, intendo) dovesse infastidirla, la donna possiede strumenti ben diversi per metterlo a tacere (sempre l’ormone, si). Non ha che da scegliere: pillole, shopping, scarpe, abiti, borsette, Maria De Filippi, un romanzo Harmony, del buon gossip, Novella 2000 (ammesso che ancora esista), il parrucchiere. E ne ho citati solo alcuni. L’uomo, da par suo, potrebbe azzardare una PlayStation, e – forse dico forse – una partita di calcetto con i colleghi, tutte cose di gran lunga meno risolutive di uno scialle Dolce&Gabbana da esibire con nonchalance.

Non è mia intenzione fare di ogni erba un fascio, infatti dirò che ci sono anche donne che rinunciano a Dolce&Gabbana, trovando decisamente più opportuno Yves Saint Laurent (ammesso che ancora produca qualcosa, viste le recenti… ehm…). Non è vero, è ovvio che anche la donna dovrà in qualche modo soddisfare quelle che vengono normalmente definite pulsioni sessuali, ma che l’uomo ha la curiosa capacità di percepire come irrinunciabile desiderio di accoppiamento. E su questo aspetto, l’uomo ha fatto passi da gigante. E ora intendo l’uomo come “genere umano”, non tanto come esemplare maschio della popolazione mondiale.

Se non altro, oggi come oggi, l’emancipazione della donna l’ha portata a chiedere qualcosa di più al suo partner, almeno tra le lenzuola: tematiche come il preliminare, ad esempio, sono state fortemente sdoganate, e non è raro trovare una donna che esponga – con chiarezza e dovizia di particolari – le attenzioni di cui vuol essere coperta (si, vabbè, coperta) prima di poter accedere al livello 2 del vostro piacevolissimo game. Non solo: in alcuni casi, per passare al livello 2 c’è anche lo stage bonus, ricordate? Come su Street Fighter che bisognava distruggere la Chevrolet a colpi di mazzate. Ecco, anche in questo caso c’entra in qualche modo la mazza, e in talune occasioni anche la Chevrolet, ma è tutto molto più complicato.

Ad ogni modo, tutta questa manfrina per giungere ad una conclusione che non ha nulla a che fare con il preambolo, ma riguarda ugualmente il sesso, specificamente nella parte che pertiene al contesto in cui questo viene praticato. Già, perché se i più metodici preferiscono la sicurezza offerta da un materasso ed una rete a doghe di faggio, c’è anche chi gradisce – saltuariamente ma non troppo – sperimentare nuove emozioni in situazioni assolutamente improbabili. Meglio, in questi casi, andare preparati: nel senso, credi che non possa farti comodo questo utilissimo tutorial? Io l’ho già stampato.

To be continued…

Luogocomunismi #1: “Voi uomini siete tutti uguali”

| 23 settembre 2008 | 16 commenti » | psicologicamente

Prende il via oggi, dopo numerose sollecitazioni, una rubrica molto cara allo scrivente: ogni blog che si rispetti ha una sua rubrica propriamente detta, ed il fatto che questo posto non sia poi così rispettabile non mi sembra comunque un motivo sufficiente per privarlo di una peculiarità così importante.

Il luogo comune, il modo di dire, la credenza popolare, l’ancestrale locuzione tramandata di padre in figlio e gelosamente conservata nel bagaglio culturale di ognuno di noi… personalmente trovo tutte queste cose una immensa boiata. Del resto, inutile negarlo, molti di questi assiomi trovano conforto nella realtà dei fatti, ma fare di tutta l’erba un fascio è innegabilmente un errore.

Invece, fortunatamente, non è così. C’è ancora chi si sottrae al luogo comune, ottenendo come risultato – nella migliore delle ipotesi – zero. Quello di oggi, ad esempio, si è cominciato a dibatterlo con Emanuela su Facebook, ma poi lei doveva guardare Beautiful e allora ho continuato da solo: tu chiamali, se vuoi, onanismi.

Il luogo comune di oggi, in fondo, si smonta da se: d’altronde, se fosse vero che siamo tutti così uguali, ci sarebbe da chiedersi se il problema è di Gabriel Garko, che va in giro con uno stuolo di pisella al seguito, o se il problema è nostro, che ce la dobbiamo faticare manco fosse un lavoro in miniera. Oltretutto, se fosse vera questa omogeneità maschile, non potreste, care le mie signorine lettrici, distinguere il bello dal meno bello, il brutto dal meno brutto, e – appunto – Gabriel Garko da un comune saldatore di Ivrea. Fate voi…

Ma escludiamo per un attimo la componente fisica dell’uguaglianza (che, come vedete, va indebolendosi), e concentriamoci sugli aspetti più prettamente caratteriali, di comportamento. Consideriamo, peraltro, l’evoluzione della donna negli ultimi venti o trenta anni, l’emancipazione e l’assunzione di un ruolo sempre più determinante all’interno della società. Questo, a parte determinare il lento decadimento del sistema, ha inequivobcabilmente confuso l’uomo, vistosi privare di una posizione di dominio assoluto, già a partire dal 1946 (con il suffragio universale esteso alle donne). Non lamentatevi, quindi, donne/ragazze/femmine se il vostro uomo appare troppo docile ed accondiscendente nei vostri confronti, perchè evidentemente sotto sotto lo intimorite. Parimenti, se il vostro adorato amante se ne strafrega di voi e non vede l’ora di poter saltare su un’altra cavalla, potrete confermare che – evidentemente – non tutti gli uomini sono esattamente identici. Di più: esiste una terza categoria, quelli coglioni, che ognuna di voi ha incontrato almeno una volta nella vita (posto che abbiate almeno 23/24 anni, età media stimata per l’incontro con il coglione). Il coglione lo riconosci al volo: è l’uomo serio, senza grilli per la testa, quello che ti da la tranquillità di vivere una vita serena senza troppi grattacapi, quello che “se prova a guardare un’altra gli spezzo un braccino“, quello che – infatti – nonostante tutto tendete a sposarvi. Ah, ma no, c’è una quarta categoria: il codardo, sostanzialmente riconducibile all’uomo serio, tuttavia quest’ultimo tenderà a tirarsi indietro al momento di assumere qualsiasi responsabilità nei vostri confronti (in alcune culture tali personaggi vengono definiti eunuchi). In verità, potrei continuare in questa classificazione spannometrica e grossolana dell’uomo, ma credo sia sufficiente già questa prima riduzione a quattro macro-aree per individuare univocamente l’impossibilità di avere due uomini esattamente identici.

Se, infine, volessimo trascurare anche la parte caratteriale del vostro maschio, non ci resterebbe che analizzare quella fallica. E li, dio ce ne scampi, abbiamo serissime dimostrazioni di quanto il signore sia stato ridondante con taluni e tremendamente parco con talaltri. Di questo, ed altro (ma poco altro), parlarono Rocco Siffredi e alcuni intervenuti al simposio “Conta più la forma o la sostanza?“, senza peraltro trovare una soluzione al dilemma.

Vi potrei dare ragione, femminucce, qualora voleste sottolineare la naturale tendenza dell’uomo medio ad avere un pensiero ricorrente verso le vostre parti intime: oltrettutto il pensiero si materializza – sovente – con la produzione di feromoni che non è sempre facile sedare. Tutto questo, inoltre, molto prima di essersi innamorato di voi… tsè… beh, vorrei solo ricordarvi quanto diceva Woody Allen, personaggio che io stimo alla stessa stregua delle foglioline di basilico, ma al quale – evidentemente – viene riconosciuta una certa autorevolezza in merito: “L’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande.“; morale: non vi fate troppe paranoie.

Insomma, gentili pulzelle, non è per farvi cadere un mito, ma mi sembra di aver dato dimostrazione che il vostro pensare comune circa l’uguaglianza di noi uomini è basato su esperienze personali che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti: in fondo non è colpa di nessuno se vi impelagate sempre con maschi degni di considerazione quanto io apprezzo le foglioline di basilico… e si che le apprezzo, eh!

Il dibattito è aperto, i consigli anche. Se avete qualche altro luogo comune da sfatare, sarò lieto di applicarmi in ricerche atte a dirimere le questioni controverse. Nel caso le ricerchè non dovessero produrre gli effetti desiderati, perorerò personalmente la vostra causa, perchè del luogo comune dobbiamo cancellare il ricordo.