Post con tag ‘soldi’

Il vero coraggio

| 18 dicembre 2008 | 6 commenti » | contestualmente, velocemente

E’ quello di riuscire a scrivere, in una sola frase, una assurdità del genere:

Con Telefono Incluso puoi avere TelefonoCellulareDaVeroFigo a soli 119€1 se mantieni il tuo piano per 24 mesi o ridurre la durata a 12 mesi pagando solo 269€.

Come se oggi, solo 269€, fossero l’equivalente di un paio di caffè, una pizza e un giro sulla ruota panoramica. Sono povero, questo me lo dimostra appieno.

Non te lo devi mica comperare per forza, sosterrà il solito moralista. Ma infatti non me lo voglio comperare, solo che mi chiedo con quale coraggio si possa avvicinare la parola solo alla cifra 269€. Le mie solite, inutili, sgradevoli curiosità.

L’ultima buona azione dell’anno

| 14 dicembre 2008 | 10 commenti » | contestualmente

Dunque, Wordpress 2.7 è atterrato con successo anche su questo blog. In giro, al solito, le solite “diatribe”: non aggiornate subito che sarà bucato marcio, mi raccomando aggiornate subito che altrimenti vi bucano domani stesso… ora come ora, se mi bucassero il blog mi farebbero solo un favore. Si, perchè l’ho assicurato, contro le intrusioni. Mi costa poco: c’è un indiano che ogni sera si fa il giro di tutti i post e verifica se c’è della roba in coda su Akismet. Lo pago in rubli. Nella malaugurata ipotesi che riescano a penetrarmi nonostante questa guardia spietata, avrò il diritto allo ius primae noctis con la sua prossima moglie. Il fatto che abbia 75 anni non mi fa sperare in nulla di buono, ma sempre meglio che niente, direte voi.

Ho dismesso anche Criteo: non me vorranno i francesini, ma il loro widget era utile alle visite di questo blog come una quinta ruota alla Vespa. Sparisce anche MyBlogLog dopo le velenose osservazioni di Maxime: al suo posto un utilissimo cookie tracciante che memorizza nel mio DB tutti coloro che – prima di venirsi a deprimere qui – si son fatti un giro sulle piattaforme porno più in voga. Non preoccupatevi, la vostra privacy è al sicuro: io stesso vi contatterò per verificare reciprocamente quali video mancano alle nostre collezioni. Sto scherzando, al suo posto c’è Google Friend Connect, che comunque dovrebbe avere lo stesso scopo.

Oggi ho anche scoperto che Franco Trentalance è un attore pornografico: insomma, non che credessi che fosse un impiegato di banca, è che proprio ne ignoravo l’esistenza: questo mi ha fatto riflettere due cose importanti. La prima è che il panorama a luci rosse italiano mi è completamente sfuggito di mano, dal momento che pensavo che Rocco Siffredi fosse l’unico maschio ancora in attività. La seconda è che continuo ad invidiare chi fa un lavoro così gratificante: una volta invidiavo – appunto – gli impiegati di banca. Ma sai, i tempi passano, e piuttosto che manipolare soldi, credo sia meglio farsi manipolare, e – i soldi – farli.

L’8 e Superenal8.

| 22 ottobre 2008 | 8 commenti » | contestualmente, psicologicamente

Post: Superenalotto

Pensavo che in Italia stiamo raggiungendo l’apoteosi della follia: non solo stiamo consentendo al montepremi di un gioco di raggiungere una cifra improponibile persino per il CODACONS, ma cerchiamo addirittura di tutelare la nostra sicurezza con proposte di questo tipo.

Probabilmente non capisco il nesso tra la lotta al traffico di stupefacenti ed una patente di guida, ma di certo so che in Italia una patente di guida è decisamente considerata alla stregua del rotolo di carta da culo. Il che torna evidentemente utile qualora si sia seduti su adeguata tazza, ma continuo a sostenere che con un panetto di cocaina in tasca difficilmente si adempie a certe igienizzazioni.

Tutto sommato credo che la miglior cosa sarebbe se davvero uno straniero ci soffiasse il Jackpot da sotto al naso: aver accumulato una così grande ricchezza con i nostri risparmi, e farcela ciùlare – chesso’ – da un francese, avrebbe quel meraviglioso retrogusto che, suppongo, ci indurrebbe a smettere di buttare soldi in queste lotterie. O almeno a limitare le possibilità che ce li inculi un francese, a margine.

Ovviamente non mi sono sottratto alla febbre del gioco, e da qualche settimana sto tentando la sorte. Il miglior risultato è stato finora due. Il che mi fa matematicamente constatare che le mie finanze si sono alleggerite di circa dieci Euro a fronte di una consistente vincita pari a zero: ed ovviamente non mi dispiace per i dieci euro come banconota in se, ma sempre per il fatto che finiranno in tasca al francese. Che ci andrà a mangiare una omelètte in Rue de Pàris accompagnato da uno stuolo di francesine in minigonna e tacchi a spillo. Ah, quello che possono fare dieci Euro.

Ad ogni modo, sappiate che se risulterò vincitore di una cospicua somma di denaro in una delle prossime estrazioni del SuperEnalotto, avrò un pensiero per tutti voi. Chiaramente inizierò dai parenti più stretti e cari, anche perché me ne sono rimasti così pochi che mi saranno sufficienti gli spiccioli per accontentarli a vita. Quindi passerò a verificare i reali sentimenti di amore ed amicizia di chi mi circonda (cosa che con un milione di Euro in tasca risulta abbastanza semplice). Di certo i miei figli non dovranno mai sapere di avere in casa un tesoro di questo genere: diventerebbero tossicodipendenti a sei anni, per mancanza di stimoli nella vita. Con il reale pericolo di perdere anche la patente di guida prima ancora di averla conseguita.

Infine, fuggirò alle Isole Cayman, o un qualsiasi altro paradiso fiscale che voglia accogliermi. Mi potrà seguire chi vuole, a patto che io sia disposto a portarlo con me. E questo non prescinde, ovviamente, dalla sottoscrizione di un apposito contratto circa le prestazioni a cui dovrà adempiere per ottenere la mia compagnia. (e buona parte dei miei soldi, ovviamente).

Nel frattempo, mi dicono dalla regia, è necessario che torni a sudare il pane da riportare a casa quest’oggi. Buona fortuna.

Il prezzo del setto di membrana mucosa

| 17 settembre 2008 | 41 commenti » | contestualmente

Post: Imene

Non vedo cosa ci sia di strano a mettere in vendita un pezzo di se del quale si può fare tranquillamente a meno: insomma, capirei l’idiozia insita nel volersi privare di un occhio, l’assurdità nel rinunciare ad una gamba ancora in piena forma, o la stupidità di barattare la propria lingua per poche centinaia di Euro, ma l’imene, consentitemi, l’imene, in questo mercato, deve poter avere libera circolazione.

Peraltro, a voler essere precisi, qui non si parla di distribuire l’imene nella sua interezza, cosa peraltro fisiologicamente complicata dalla presenza di altri organi vitali interconnessi, che ne rendono difficoltosa l’asportazione completa. No, qui si parla di porre sul mercato la semplice integrità del setto di membrana mucosa che sovrasta o ricopre parzialmente l’esterno dell’apertura della vagina, attività che – come noto – non può essere ripetuta più volte nella vita di una femmina. Poi, in effetti, alla medesima donna sarà possibile vendere altre parti anatomiche, non per questo aventi valore inferiore, ma l’integrità dell’imene, quella no, la si può mettere in bancarella una volta sola.

Ora, davvero, mi sfuggono le ragioni per cui una trattativa avente come oggetto un bene di questo genere, debba essere esecrata e ridotta al rango di mercimonio: “quella roba è mia, ed io ne faccio quel che voglio…” (direi io al posto di Raffaella) “…potrei anche regalarla, o tenerla in magazzino a vita, batterla (mi si perdoni il gioco di parole) da Sotheby’s, darla (e ridaje) in beneficenza, ma non affittarla, purtroppo, mi spiace.”

Certo, si può obiettare che la merce dovrebbe essere sempre sottoposta alla valutazione oggettiva del potenziale acquirente: in questo caso non so se sia sufficiente una radiografia, ma di certo non sarà facile il “provare per credere” di Ajazzoniana memoria. Anche la clausola “soddisfatti o rimborsati“, evidentemente, dovrà subire una deroga: a meno che non siate chirurghi plastici e sappiate porre riparo alla vostra cazzata.

Consiglio solo alla nostra paladina, vista la cospiqua base d’asta, di assicurarsi sulla solvibilità dell’acquirente: eviterei di rivolgermi a quelli che avevano dato il rating a Lehman Brothers, se vuole un suggerimento.

APPENDICE
Si vede che WordPress ha avuto una specie di premonizione, quando – in prima battuta ed in totale autonomia – aveva chiuso automaticamente i commenti dopo la pubblicazione di questo post: i primi visitatori (dovrebbero essere circa 6 o 7) avranno infatti notato che, all’inizio, il post risultava non commentabile. Bene, la discussione è invece seguita con toni accesi ma pacati (paradosso?), fintanto che non è giunto lui ad apporre la chiosa definitiva, con una delle sue perle. Te lo dovevo, qualcosa, se non altro a parziale compensazione della mancata vittoria ai Macchianera Awards. Vabbè, dai, ho sparato una cazzata…