Post con tag ‘spiaggia’

Spiagge condominiali

| 24 giugno 2008 | 11 commenti » | contestualmente, psicologicamente

Ombrelloni

Che la nostra società stia affrontando un severo periodo di recessione, è decisamente evidente. Basta considerare che Briatore, che è Briatore, in totale austerità, ha ripiegato per un viaggio di nozze alle Eolie: lui che poteva permettersi, che so, Singapore (c’era un po’ da aspettare, però).

Tuttavia, l’evidenza del disagio ci viene anche da segnali che, senza rifletterci specificamente, rischierebbero di passare inosservati.

Prendi gli ombrelloni in spiaggia: domenica ero li, all’ombra del telo multicolore, che leggevo amabilmente Novella 2000, e non ho potuto fare a meno di farmi una saccocciata di fatti non miei, venendo a scoprire – con orrore e tremendo sdegno – che la nipotina del vicino aveva fracassato un pezzo del pregiato servizio di porcellana della zia: cosa che chiaramente ne ha sancito il disconoscimento dalla carica di nipote, e l’arretramento a rango di teppista, come peraltro era giusto e legittimo che fosse.

Ben inteso, pettegolezzo per pettegolezzo, una vale l’altra: ma di sicuro – stante la vicinanza del confinante, sarebbe stato impossibile non farsi i fatti suoi. Oramai, lo spazio vitale tra un ombrellone e l’altro si va riducendo allo stesso ritmo (e con la medesima inesorabilità) con cui si consuma il ghiaccio polare. Tanto che è stimato (Vendelf e Rinorri, 2003, “Zand en schaduwen: de toekomst en contractuele voorwaarden”, p.153) che nel 2017 si raggiungerà la piena occupazione del suolo sabbioso, essendosi ridotta la distanza – fra ombrelloni aperti – a 0.2mm: verrà ovviamente introdotta l’ICI sul primo ombrellone e la fattura potrà essere portata in detrazione alla stregua della retta dell’asilo, fino ad un massimo di 150€/anno.

Non mi stupirei se, prossimamente, venissero approntate piattaforme galleggianti mono-ombrellone, gonfiabili, in vari colori. Si prega di non fumare, a bordo. Per informazioni, rivolgersi al bagnino. Grazie.

Prova costume

| 9 giugno 2008 | 19 commenti » | psicologicamente

Particolare prova costume mamma di Clara

Puntuale come il callo con le scarpe nuove, anche quest’anno sta arrivando il tormentone della prova costume.

Una cagata pazzesca, inventata dai giornaletti per vendere dieci copie in più grazie alla miracolosa dieta per smaltire il grasso superfluo in tempi record, senza rinunciare a nulla, stando tranquillamente seduti in ufficio o poltrendo davanti alla TV. Se davvero esisteva una roba del genere, secondo voi, la Platinette era conciata in quel modo li?

Ma il giornalismo d’opinione non si ferma qui, no. Non è che decide UNA dieta per tutte, no. Ogni testata, la sua dieta. Se le riesci a fare tutte insieme, alla fine dell’estate ti riconoscono la pensione di invalidità.

Quando ero giovane anche io facevo la prova costume: pigliavo il costume di mio padre, di otto misure sopra al mio, e cercavo di capire quanto diamine dovesse ancora crescermi per riempirlo tutto. Beata innocenza, che poi se guardavo dalla finestra l’amichetta del balcone davanti (nella foto in alto, un particolare della prova costume della mamma dell’amichetta), riuscivo anche a indossarlo meglio, temporaneamente.

Un giorno, l’amichetta – Clara era il suo nome (difficile che possa riconoscersi in questo post, e questo probabilmente dipende in larga parte dal fatto che il nome è di pura fantasia, così come la situazione) – m’ha visto far le prove con lo slippone paterno. Da allora Clara è rimasta identica, colpita dal blocco della crescita.

Non che mi senta in colpa, per carità, ma è come se fosse stata la prima vera cazzata della mia vita.