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L’universo binario

| 13 gennaio 2009 | 20 commenti » | psicologicamente

Post: Binario

Dev’esserci senz’altro un motivo se dio, o chi per lui, ha deciso di creare la razza umana distinguendo solo due sessi: maschi e femmine. Sarebbe stato tutto decisamente diverso se avesse aggiunto anche un terzo elemento, chesso’, uomini, donne e scalini. Ma anche donne, semafori e Basilicate. Oppure tassisti, ferraglie, statisti e viti. Chiaramente, aumentando il numero di generi, aumentava la complessità, e qui sarebbe stato interessante vedere come avremmo organizzato le nostre relazioni interpersonali: tra l’altro, in che categoria avremo potuto classificare Bruno Vespa? E Charlize Theron? Onestamente, come scalino, non la so proprio vedere.

La verità è che anche la natura, per gli sforzi che possa aver fatto il creatore nel dare un certo movimento a quella squallida e maschia monotonia costituita dal solo Adamo, a suon di asportazioni di costole e rivisitazioni genitali, si è dovuta ben presto piegare alla logica binaria che pervade ogni aspetto dell’universo. Treni compresi, ovviamente.

Esempi? Una donna te la da o non te la da, non ci sono mezze misure: mai conosciuta una femmina che abbia concesso le sue grazie per il 42%. Anche a voler togliere l’IVA, certo. E lo stesso vale per l’uomo, ci mancherebbe: solo che si nota meno, e l’eventuale negazione è un fenomeno raramente osservabile.

I computer, beh, loro vivono di logica binaria da quando Boole ebbe la brillante idea di farci sopra un’algebra. So di pochissime persone in grado di fare algebre, e sono tutte morte. Conosco gente che sa fare ottimi risotti, aggiustare grondaie grondanti, dirimere questioni giuridiche, sabotare impianti di condizionamento, ma algebre, santoddio… Boole, quel giorno, poteva farsi le sue due solite uova al tegamino, ricamare orli su raffinate coppie di lenzuola di lino, sperimentare la validità dei postulati di Newton relativamente alla forza di attrazione gravitazionale sostituendo alla mela la sua dignitosa persona ed un paio di ginocchiere, ma invece no: decise di fare un’algebra. Scopare no, eh.

Il giorno è seguito dalla notte, e se è pur vero che possiamo suddividerlo in 24 sezioni chiamate ore, a loro volta riducibili a 60 porzioni denominate minuti e via discorrendo, beh, da che mondo è mondo non c’è mai stato un giorno seguito da un giorno. Si ricordano invece notti lunghe più del dovuto, ma quelli erano gli effetti degli stupefacenti, amici miei. E comunque mai due notti insieme… poi ci si affeziona e va la che son guai.

I piedi: ne abbiamo due perché son sufficienti a reggerci in equilibrio, e – per chi non ce la fa – vale sempre la questione degli stupefacenti. Le mani, idem. Le dita no, le dita ne abbiamo 10 per coppia di appendici. Ecco, appunto, uno zero. Tiè.

E poi: le serrature sono aperte o chiuse, c’è il buono e il cattivo, c’è il tutto e c’è il niente. Dualità che Mietta e Minghi avevano fatto loro, preceduti da Al Bano e Romina e seguiti poi dai Jalisse: ah, i Jalisse. Niente, non mi ricordano niente. Pochissimo.

Perciò, insomma, era naturale che per evitare tanti problemi anche il genere umano si sarebbe ridotto ad una squallida dicotomia, tarpando di fatto le ali ai più creativi. E comunque, accoppiarsi con una centrifuga, effettivamente, sarebbe risultato improponibile per chiunque.

Soluzioni geniali, for dummies

| 26 ottobre 2008 | 12 commenti » | politicamente, velocemente

E’ davvero geniale, nonché sinceramente innovativa, l’idea venuta in mente al vicedirettore di Bankitalia di proporre un innalzamento dell’età pensionabile per gli italiani che godono di buona salute e che trovansi in sana e robusta costituzione. Ma anche no, se ci rimettono le penne a lavorare in fonderia per 40 anni, tutto sommato, è quasi un guadagno: non dovremo corrispondere loro la retta mensile costituitasi con decine d’anni di versamenti contributivi.

E’ pur vero che la proposta potrebbe nascondere il virtuoso intento di farci arrivare a guadagnare, in una vita, quanto un deputato ha raggranellato dall’inizio di quest’anno: in questo caso è da riconoscere come l’impegno a non toccare un centesimo delle laute diarie di cui beneficiano i nostri governanti sia stato perfettamente atteso. Tuttavia, a conti fatti, una vita non basta comunque.

Già, il problema chiaramente non si pone per il deputato, che per il solo fatto di aver scaldato per qualche anno una poltrona a Montecitorio (ammesso che le presenze maturate su quello scranno siano state sufficienti a intiepidirla) si troverà comunque in tasca, ogni mese, una pensione che l’operaio di fonderia di cui sopra, nemmeno campando cent’anni, riscuoterà in tutta la sua vita.

Nel frattempo, i cento milioni e passa del Jackpot del Superenalotto, sono stati assegnati a Catania: in questi tempi di congiuntura economica, perdonatemi il legittimo dubbio, potrebbe anche sembrare un’abile manovra per erogare fondi al mezzogiorno disagiato senza dare troppo nell’occhio.

Ora, sebbene possa sembrare off-topic (e vi confermo questa impressione, insomma), mi vorrei congedare con una perla enigmistica che devo ancora comprendere appieno: la CRITTOGRAFIA SINONIMICA. Vista così, sulle prime, è comunque assimilabile alla donna: contorta, criptica, vuol dire e non dice, e comunque finisci per non capirci una sega. Alla prossima.

Crittografia sinonimica
(6, 5 = 4, 7)
RAPIDO RAPIDE

Otto per mille

| 19 marzo 2008 | 4 commenti » | politicamente

Volevo fare una piccola riflessione sull’otto per mille. E partire dal presupposto che l’87% e passa degli Italiani lo devolve alla Chiesa cattolica.

Viviamo in un paese (teoricamente) libero, in cui ognuno è (teoricamente) libero di scegliere in coscienza cosa farsene dei propri soldi, tanto non sono già più suoi da un bel po’, quando mette la X sopra alla casellina della dichiarazione dei redditi: anzi, non li ha proprio mai visti, toccati, palpati, odorati, quei soldi. Erano già tassa prima di diventare inutili, perciò tanto vale buttarli.

Ora, questo gioco dell’otto per mille porta – nel già pingue forziere Vaticano – una cifra che si aggira intorno al miliardo di Euro, una cifra da capogiro di questi tempi, pari a un sedicesimo dell’ultima manovra finanziaria. Almeno servisse…

Scartabellando l’articolo 48 della Legge 222/1985, che reca le disposizioni in materia, si scopre che la somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata “per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo”.

Ecco: che la CEI indichi il programma del futuro governo del paese, ho cercato di collocarlo in una qualsiasi delle destinazioni dettate dall’articolo di legge, ma – nonostante la buona volontà profusa – non ci sono riuscito. Il che significa che la Chiesa non è obbligata (per contratto stipulato con lo Stato) a intrufolarsi e suggerire orientamenti e programmi politici, e quando lo fa è in totale autonomia d’intenti. E questa è già una prima importante conclusione.

Da questa riflessione ho però dedotto un sacco di corollari alla mia personalissima (e quindi opinabile) tesi che l’otto per mille è una assurdità:

  1. che il micro-balzello è valutato sull’IRPEF, quindi più paghiamo tasse noi e più ci guadagna la Chiesa, perciò – alla fine – avere un governo di cacca che ti alza le tasse può anche tornare utile a Bagnasco & Co;
  2. che il micro-balzello aumenta all’aumento del PIL, quindi più produciamo più la Chiesa ci guadagna, perciò – alla fine – avere un ottimo governo che fa crescere il paese può anche tornare utile a Bagnasco & Co;
  3. che il micro-balzello è studiato in modo che se non ti esprimi, e la maggioranza si esprime per destinarlo alla Chiesa, automaticamente anche tu lo destini – proporzionalmente – alla Chiesa (insomma, se a qualcuno ’sti soldi li devi dare, che se ne prenda di più chi ne ha già presi di più, dai…): anche conosciuto come algoritmo della democrazia dei più;
  4. che per i punti 1., 2. e 3. non è importante ne che tu ti esprima oppure no, ne che il prossimo sia un buon governo o un governo di cacca, perchè la Chiesa ci guadagnerà comunque;
  5. che in ogni caso, se il prossimo Consiglio dei Ministri (o, insomma, uno qualsiasi) farà una considerazione circa le modalità di svolgimento del Conclave, a Bagnasco & Co. non potrà che importare poco più di niente;
  6. che prima o poi dovran decidersi a fare ’sto partito e presentarsi alle Elezioni Politiche, così oltre all’otto-per-mille potranno contare anche sul rimborso elettorale.

Intanto io, domani, vado a lavorare un po’ di otto-per-mille, che ne hanno bisogno, ’sti ragazzi….