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	<title>contrariaménte &#187; sudoku</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Questi giovani d&#8217;oggi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 22:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Il telegiornale ci informa che sussiste un pericolo abbastanza concreto che le moderne e nuove generazioni rincoglioniscano definitivamente davanti ad un computer. Non un computer qualsiasi, ovviamente, ma un computer connesso ad Internet: con un browser, almeno. Sereno il governo Uzbeko: la massima trasgressione accessibile ad un abitante di Taškent è la pagina dei sudoku.


Davvero, [...]]]></description>
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Il telegiornale ci informa che sussiste un pericolo abbastanza concreto che le moderne e nuove generazioni rincoglioniscano definitivamente <strong>davanti ad un computer</strong>. Non un computer qualsiasi, ovviamente, ma un computer connesso ad Internet: con un browser, almeno. Sereno il governo Uzbeko: la massima trasgressione accessibile ad un abitante di Taškent è la pagina dei sudoku.
</p>
<p>
Davvero, aldilà delle facili ironie che è possibile fare sulle <strong>conseguenze</strong> di una elevata esposizione (non censurata) ai social networks, è chiaro che stare ventiquattro ore davanti ad un monitor &#8211; indipendentemente dal fatto che si stiano consultando profili di <em>Facebook</em> o le pagine nascoste di <em>YouPorn</em> (perchè, esistono?) &#8211; conduce all&#8217;epilessia tanto un tredicenne, quanto un sessantenne. Con la differenza che quest&#8217;ultimo, poi, potrà comunque beneficiare della <em>Social Card</em> (social per social, insomma).
</p>
<p>
Comunque, hanno ragione quelli che indicano nell&#8217;<strong>abuso del mezzo telematico</strong> la probabile causa del decadimento delle attuali generazioni: tutto questo ambiente è per gente dai trenta in su, davvero, gente che ha già le sue buone preoccupazioni e decide di condividerle con altri emeriti sconosciuti, nella speranza che il &#8220;<em>mal comune, mezzo gaudio</em>&#8221; abbia una qualsivoglia corrispondenza nella realtà&#8230;: illusi.
</p>
<p>
Del resto, giovane virgulto che ti prodighi come un folle nell&#8217;<strong>investigazione della rete</strong>, mi preme informarti che il vero mondo non è <strong>dentro</strong> al monitor, ma <strong>dietro</strong>. No, non i cavi. E nemmeno il muro. Intendo fuori.
</p>
<p>
Ti dirò di più: se sei un ragazzino di <strong>quindici anni</strong> o poco più, non sperare che le settanta amiche che ti sei fatto su <em>MSN</em> siano davvero quello che il loro <em>avatar</em> vorrebbe dare ad intendere. <u>Primo</u>, i gatti non sanno usare una tastiera, e dietro un gatto si nasconde spesso un attrezzo del tutto diverso (nei connotati) da quell&#8217;esile figurino che le sue (di lei) descrizioni ti hanno dipinto per mesi nel cervello. <u>Secondo</u>, se veramente dietro a quella foto farlocca si nascondesse la controfigura di <em>Belèn Rodriguez</em>, credi sinceramente che se ne starebbe seduta tutto quel tempo a <strong>PARLARE CON TE</strong>? <u>Terzo</u>, non ti ha mai sfiorato l&#8217;idea che lei si incazzerà come un riccio quando scoprirà che non sta parlando con una specie di <em>Keanu Reeves</em> de &#8216;noaltri? Prima o poi dovrai dirglielo.
</p>
<p>
Che poi non capisco, con il <strong>tempo</strong> che già occupano i ragazzi a scambiarsi SMS, MMS, squilli, chiamate, suonerie, gatti (ridaje) e giochetti Java, dove diamine trovano il tempo di vivere: figuriamoci a rimbecillirsi davanti a Internet. Anzi, dentro. Nonostante tutto, purtroppo credo che dovremo accettare, seppure a malincuore, che i tempi sono cambiati e stanno ancora cambiando: niente più falò sulla spiaggia, niente più fujtine, niente più serenate romantiche, niente più anelli di fidanzamento.
</p>
<p>
<strong>E meno male</strong>. Una volta ci voleva una vita a fartela dare, eh!</p>
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