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	<title>contrariaménte &#187; vita</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Sono tuo padre</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 08:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2010/05/cinque.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Non mi fermo mai a pesare il tempo. Il tempo è leggero, scivola via fuggente e lascia il bianco dietro di se, lascia la polvere, lascia i desideri quelli irrisolti, incompiuti, le speranze bruciate, le occasioni perdute, i rimpianti: ne fa un fardello, chiude tutto nella tovaglia a quadri della scampagnata, e ti lascia col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2010/05/cinque.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>
Non mi fermo mai a pesare il tempo. Il tempo è leggero, scivola via fuggente e lascia il bianco dietro di se, lascia la polvere, lascia i desideri quelli irrisolti, incompiuti, le speranze bruciate, le occasioni perdute, i rimpianti: ne fa un fardello, chiude tutto nella tovaglia a quadri della scampagnata, e ti lascia col frigorifero vuoto, da riempire ancora &#8211; se vorrai &#8211; mentre porta le tue cose altrove, dove non le troverai più, o almeno smetterai di cercarle.
</p>
<p>
Ma certe volte è pesante, perché segna le primavere che ha visto il tuo corpo, che hai vissuto inconsapevole del suo incedere, che pensavi, ti illudevi di poter trattenere. E allora cosa fa, l&#8217;uomo. Lascia un segno. Vince una sfida. Raggiunge un risultato. Eccelle in un&#8217;arte. Mette al mondo una creatura. Dona la vita a un&#8217;altra vita, perpetua la sua esistenza in un altro essere, genera un uomo. Lo cresce. Spera di non sopravvivergli.
</p>
<p>
Quel giorno, cinque anni fa, c&#8217;era un sole tiepido. I raggi entravano dalla finestra e illuminavano il sorriso di tua madre. Era tutto perfetto, e perfetto sei nato. Pochi chilogrammi di sangue del mio sangue, stretti tra le mie braccia, urlavano la vita, urlavano alla vita, e lottavano per fartici restare attaccato. Non ricordo altro, se non che mi sentii inutile, e al tempo stesso indispensabile. Avrei voluto darti tutto, e probabilmente ti darò di più.
</p>
<p>
Oggi, cinque anni dopo, di nuovo il flebile sole, di nuovo una primavera che scorre su tuo padre e che ti fa rifiorire più bello di ieri. Perché è giusto così, perché per me il tempo pesa mentre tu lo divori. E io ci penso ogni mattina, mentre vado al lavoro: che sarebbe bello stare sempre con te, e mangiarlo insieme questo tempo e vedere chi si stanca prima. Vinceresti tu. Ma saremmo felici entrambi.
</p>
<p>
Oggi avrai il tuo regalo. Il mio l&#8217;ho avuto quel giorno che ho aperto la valigia, a centinaia di chilometri da casa, e ho trovato la farfalla, e legato il bigliettino &#8220;<em>Ciao Papà, torna presto a casa, che Matteo ti aspetta!</em>&#8220;. E per grande che potrò mai fartelo, un regalo così&#8230; non ci riuscirò mai.
</p>
<p>
E ancora oggi mi sento inutile, e al tempo stesso spero di esserti ancora <strong>indispensabile</strong>.</p>
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		<title>Arriva il giorno</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2009/02/17/arriva-il-giorno/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 06:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2009/02/post-giorno.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Prologo Dovevi capirlo che la vita non era così come l&#8217;avevi immaginata. No, hai fatto di peggio, hai proprio immaginato la vita, hai visto cose che non esistevano, hai creduto così fortemente a quel che avevi sapientemente decorato intorno alla realtà dei fatti che l&#8217;hai fatta diventare una nuova realtà. Ma nella tua immaginazione. Bella, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/themes/TheStyle/timthumb.php?src=http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2009/02/post-giorno.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><h4>Prologo</h4>
<p>
Dovevi capirlo che la vita non era così come l&#8217;avevi <strong>immaginata</strong>. No, hai fatto di peggio, hai proprio <strong>immaginato la vita</strong>, hai visto cose che non esistevano, hai creduto così fortemente a quel che avevi sapientemente decorato intorno alla realtà dei fatti che l&#8217;hai fatta diventare una nuova realtà. Ma nella tua immaginazione. Bella, eh, non c&#8217;è che dire. Quasi perfetta.
</p>
<p>
Ci hai messo troppo <strong>impegno</strong>, troppa <strong>dedizione</strong>, troppi <strong>sacrifici</strong> anche, che il sacrificio fa parte del mestiere di vivere, questo lo sappiamo entrambi, ma vale la pena sacrificare una vita per la vita? No davvero, vale la pena sacrificare la <strong>tua</strong> vita per un&#8217;altra vita, che non sia quella di tuo figlio o del sangue del tuo sangue?
</p>
<p>
Perciò hai <strong>scelto</strong> la strada che reputavi migliore: non per te, certo, ma per il <strong>disegno</strong>. Hai costruito ed inseguito le tue aspettative &#8211; naturale &#8211; facendo diventare <strong>tuo</strong> quello che in realtà è sempre stato di altri, è sempre stato <strong>suo</strong>. Solo suo. Ed hai sbagliato: come l&#8217;uomo sbaglia, hai sbagliato anche tu. Ripetutamente.
</p>
<p>
Ed hai inevitabilmente finito per <strong>idealizzare tutto</strong>, e per farti andare bene anche l&#8217;intollerabile, purchè soddisfacesse il disegno, purchè ti garantisse equilibrio e stabilità, purchè assecondasse la tua effimera tranquillità: i suoi gesti, le sue parole, le sue azioni. Ecco, la <strong>sua</strong> vita.
</p>
<p>
Poi arriva il giorno in cui <strong>apri gli occhi</strong>.
</p>
<h4>Epilogo</h4>
<p>
E così arriva il giorno che la sua sgradevole <strong>supponenza</strong> nel dirti le cose ti scivola addosso, che pensi &#8220;<em>e dunque?</em>&#8221; di fronte all&#8217;ennesima <strong>provocazione</strong>, e che il suo odiosissimo &#8220;<em>fare superiore</em>&#8221; ti appare esattamente nella sua <strong>penosità</strong> di fondo. Ma non è immediato, lo ragioni solo dopo. Solo dopo aver visto la vita con occhi diversi, che in fondo sono solo <strong>i tuoi occhi</strong>, prima annebbiati dal sentimento, dalla quotidianità, dal conformismo e dalle innegabili necessità di sopravvivenza.
</p>
<p>
Ora invece <strong>è nuda</strong>, ogni suo gesto percettibile, ogni espressione evidente, ogni parola soppesabile, ogni azione ineludibile e &#8211; cosa meravigliosa &#8211; quell&#8217;essenza prima celata ora non è più nascosta ne trascurabile, ora vedi tutto così com&#8217;è. Forse non lo sai ma la tua vita inizia adesso, adesso che vedi le cose come stanno e non come te le sei sempre immaginate.
</p>
<p>
Arriva il giorno che prendi la tua vita in mano e la guardi. <strong>E&#8217; bella</strong>.</p>
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